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Intervista ad Antonio Scavone, l’assessore autonomista reduce dal successo ASU

di Roberta Fuschi – www.livesicilia.it

Reduce dal successo incassato in aula con il via libera alla stabilizzazione dei lavoratori Asu, l’assessore autonomista Antonio Scavone fa il punto sull’operato del governo regionale. Il volto storico dello scudocrociato etneo benedice l’asse tra autonomisti e Lega, inteso come prosecuzione naturale di un rapporto politico decennale che affonda le radici nel 2006. E sul futuro della coalizione attualmente in sella a Palazzo d’Orleans non ha dubbi: squadra che vince non si cambia. Scavone infatti blinda l’allenatore augurandosi la ricandidatura di Nello Musumeci alla presidenza della Regione.

Partiamo dalla stabilizzazione dei precari storici. Soddisfatto del risultato ottenuto?

“Sono felice di essere stato una piccola parte di questa soluzione e anche di avere costruito un percorso in cui ognuno ha dato il suo contributo. Credo che alla fine questa è stata l’occasione per sottolineare che la buona politica si fa attraverso il confronto e la pazienza. Un risultato importante che ha dato l’opportunità di dare la dignità del posto di lavoro a persone che per troppo tempo sono state utilizzate dalla bassa politica”.

Le risorse a sostegno del welfare previste nella scorsa finanziaria sono ancora ferme al palo. Ci sono problemi con l’erogazione dei fondi?

“Per quanto riguarda noi abbiamo finanziato tutte le risorse per le politiche sociali. Nella scorsa finanziaria erano state individuate delle risorse sui fondi Poc. Io stesso avevo voluto un capitolo, dieci milioni in favore dei lavoratori atipici. Consideri che il contesto nel quale è maturata la finanziaria dell’anno scorso era quello dell’inizio di una pandemia della quale nessuno avrebbe potuto immaginare né i profili né l’evoluzione. Eppure avevamo già pensato ad alcuni ristori per le categorie, che a distanza di un anno, rischiavano di restare fuori. Le uniche risorse che non sono state erogate sono quelle vincolate dai meccanismi di finanziamento.

Nella scorsa finanziaria abbiamo messo cento milioni per i Comuni: trenta sono andati immediatamente, gli altri trenta sono andati successivamente in relazione alla rendicontazione. E i comuni hanno rendicontato con grande lentezza. Purtroppo uno dei problemi più grossi è legato al fatto che noi siamo gli erogatori della spesa, ma non i gestori. Anche lì abbiamo individuato il ventre molle che sono i distretti sociosanitari e i comuni. Su questo stiamo intervenendo con una riforma che riguarderà l’erogazione, il controllo e l’intervento sostitutivo da parte della Regione. Non abbiamo sprecato una lira: le risorse sono tutte in campo. Adesso faremo un intervento complessivo che ci permetterà di finalizzare i fondi Poc, fondi di coesione che arrivano dall’Europa, che hanno meccanismi diversi da quelli di cui disponiamo e che stiamo definendo nel bilancio”

Le opposizioni lamentano l’assenza nella Finanziaria di provvedimenti ad hoc per lavoro e imprese. Un giudizio ingeneroso, secondo lei?

“Credo che il governo Musumeci abbia fatto tutto quello che andava fatto e anche di più affiancando il governo centrale che ha la responsabilità dell’erogazione delle risorse. Noi siamo la Regione che ha messo in campo più risorse anticipando i ristori anche per alcune categorie. Credo che sia una considerazione ingenerosa. Capisco che ogni pentagramma ha le sue note e la politica passa anche attraverso le polemiche. Però il governo, e Musumeci in modo particolare, è molto attento a tutti i ristori possibili”.

Come procede il patto d’acciaio con la Lega di Salvini?

“Come movimento Nuova Autonomia abbiamo rispolverato un patto federativo che era stato sottoscritto nel 2006 e che oggi fa sì che queste due realtà si muovano in assoluta condivisione ognuno con le proprie responsabilità e prerogative sul territorio. Credo sia una buona strada e un esempio che possa consentire ad altri di fare la stessa cosa. Questa terra va difesa con spirito veramente autonomista puntando il dito contro quelle che sono state le negligenze del governo centrale negli ultimi venticinque anni nei confronti del Mezzogiorno”.

Ci sarà un Musumeci bis o immagina altre candidature per il prossimo giro di giostra?

“Io non posso che augurarmelo, non solo perché faccio parte di questo governo, ma perché Musumeci ha dimostrato di essere un presidente perbene, autorevole, rigoroso e distaccato. Tutti elementi che fanno ritenere che è stata imboccata la strada giusta per la Sicilia. La svolta storica degli Asu si inserisce in un percorso di recupero del precariato che abbiamo avviato da tempo. Abbiamo stabilizzato i contrattisti, cioè i precari dei comuni, abbiamo avviato a soluzione la platea dei Pip con l’apertura di un tavolo nazionale e abbiamo stabilizzato gli Asu dopo 25 anni di lavoro. Da oggi questi lavoratori socialmente utili hanno la certezza di un lavoro e anche la retribuzione collaterale allo stipendio cioè i contributi che nessuno ha mai versato per loro”.

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