Raffaele Lombardo

Contro Lombardo un processo politico alimentato da una passerella di impostori

Che la vicenda giudiziaria di Raffaele Lombardo fosse ammantata fin dal primo momento da una cortina di fumus persecutionis è cosa nota. Ma questa parvenza, questo sospetto, mano a mano che il processo si è protratto nel tempo, con le sue proverbiali contraddizioni (leggi qui), è diventato qualcosa di diverso, più concreto e sconcertante. Leggendo le carte ed ascoltando le dichiarazioni spontanee rilasciate dall’ex presidente della Regione non può non radicarsi la convinzione che si tratti di un processo politico. Lo ha detto senza giri di parole lo stesso Raffaele Lombardo ieri, davanti la Corte di Appello di Catania: “Chiedo di essere giudicato come uomo e non come un caso politico, mediatico e giudiziario”, dal 29 marzo 2010 con “la diffusione mediatica dell’indagine sono stato strappato con violenza fulminea alla mia vita per come vissuta per 40 anni e costretto a viverne un’altra” e “chiedo che, anche per le persone che ne hanno patito gli effetti, venga ristabilita la verità”.

Nel corso delle spontanee dichiarazioni Lombardo ha elencato “le azioni di contrasto e i danni arrecati a Mafia e mafiosi”. Ha parlato di “Safab e villaggio di Sigonella, termovalorizzatori, di stop all’eolico e dell’opposizione al Parco tematico”. Ha poi ricostruito “il contrasto del suo governo alla variante selvaggia ai Centri Commerciali e il ddl per la chiusura domenicale della Gdo”. Ha ribadito la sua “assoluta estraneità nella vicenda del parcheggio Sanzio” e smentito “la storia del pestaggio del fratello Angelo su cui hanno mentito mezza dozzina di pentiti” citando “i valori di un enzima come un’evidenza scientifica”. Ha accusato i pentiti “sulle cui falsità si basa il processo, che hanno raccontato storie diverse anche da quelle accertate con sentenze”, e che lo hanno “costretto a fare indagini che non mi competeva fare”. “E’ stata una passerella di impostori – ha detto – che nella loro vita hanno ucciso, rapinato, spacciato droga e che temo abbiano tratto vantaggio dai benefici previsti per fare emergere la verità che loro hanno mortificato”. Lombardo ha espresso “rispetto per l’impegno profuso dalla Pubblica accusa, ma anche per le altre istituzioni ingiustamente intaccate che ho servito con passione, intelligenza, assoluta onestà”.

Quella di ieri è stata la seconda seduta, nel giro di due settimane, nel corso della quale l’ex presidente della Regione ha rilasciato dichiarazioni spontanee per difendersi da un processo che lo ha strappato dal ruolo democraticamente assegnato dai siciliani e che, a distanza di anni, non ha dimostrato nulla.

Il procedimento è stato aggiornato al prossimo 23 marzo nella speranza che l’azione degli organi di giustizia sia finalmente ed inequivocabilmente dettata dall’ applicazione della legge e volta unicamente alla ricerca della verità, per sgombrare dal campo quella intenzione di nuocere alla persona che oggi, purtroppo, è più di un sospetto.

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