nello musumeci domenico sanfilippo

Finanziaria, tutti delusi: “solo spiccioli alle imprese”, e l’approvazione slitta ancora!

Claudio Reale – La Repubblica

Alla fine, per tutti, parla la presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio: « Servirebbero tagli chirurgici per sostenere le imprese che creano posti di lavoro ».L’appello di Di Dio alla politica racconta l’angoscia degli imprenditori siciliani, colti di una sorpresa da una Finanziaria regionale che riserva solo qualche spicciolo alla ripresa economica, ma intanto dispensa prebende a singoli lidi balneari e stanzia nuovi fondi persino per la nomina di nuovi consulenti. «C’è da piangere lacrime amare — sbuffa il leader dei ristoratori palermitani Antonio Cottone, che gestisce La braciera — siamo totalmente abbandonati».La cronaca, del resto, non aiuta. La nuova stretta in arrivo preoccupa le imprese: «Gli imprenditori — osserva Di Dio, anima dell’insegna dell’abbigliamento La vie en rose — si sono aggrappati all’unica speranza di potere resistere, una speranza che passa dal sostegno delle istituzioni. Alle aziende che rantolano arriva invece questa mazzata. È oggettivo che non ci potremo risollevare». Lo pensano ad esempio i gestori dei locali da ballo: « Siamo chiusi da febbraio 2020 — ricorda il numero uno del sindacato di categoria Silb, Vincenzo Grasso, che gestisce il Mob Disco Theater — abbiamo sollecitato varie forme di sostegno. Le abbiamo chieste all’assessore Gaetano Armao e a diversi esponenti della politica, ma non arriva niente. Promesse e poi nient’altro».Qualcosa, in realtà, proprio per lo spettacolo si muove: un emendamento proposto dai dem Anthony Barbagallo e Nello Dipasquale e poi sostenuto anche dal forzista Riccardo Savona e dal musumeciano Alessandro Aricò stanzia 5 milioni per cinema e spettacoli. « Le anticipazioni del governo Draghi — si sfoga il presidente di Anec Palermo e vice di Agis Sicilia Andrea Peria, gestore dell’Arlecchino e dell’Ariston — fanno intuire che ci sarà un nuovo rinvio dell’apertura dei cinema, già annunciata per il 27. Ora è necessaria l’approvazione di nuovi ristori » . Per i cinema, del resto, lo scenario è cupo: la stima è la chiusura di una sala su dieci, con un settore che ha lasciato sul terreno il 70 per cento del fatturato.Persino più foschi sono i destini degli alberghi: il settore vede un boom delle aste e molti imprenditori stanno ricevendo richieste da sedicenti intermediari di fondi cinesi e degli Emirati arabi uniti per vendere. «Evidentemente — accusa il presidente di Federalberghi Nico Torrisi, patron del Grand Hotel Baia verde di Aci Castello — il nostro è un comparto di scarso interesse. Siamo allo spasimo. Le sorti del settore interessano solo in campagna elettorale. Le misure di ristoro sono insufficienti » . Torrisi, ex assessore regionale al Turismo, ha anche un approccio pragmatico: « Ci rendiamo conto che non ci siamo solo noi — concede — Potrebbero esserci però altre soluzioni: cancellare i tributi locali o qualcosa di simile. Si intervenga almeno per ridurre le spese».La proposta, in realtà, è abbastanza diffusa: non soldi, ma almeno un aiuto. «La Regione — suggerisce Cottone — potrebbe concedere maggiori finanziamenti agevolati ».Il punto è che i settori in crisi sono tanti. Il presidente regionale di Confcommercio Gianluca Manenti, ad esempio, spinge perché arrivino fondi per il mondo degli eventi e dei matrimoni, che hanno subito perdite comprese fra il 70 e il 100 per cento: « Migliaia di famiglie che ruotano attorno al settore sono sull’orlo del baratro — avvisa Manenti — Chiediamo ai deputati dell’Ars di porre la massima attenzione, durante l’esame della legge Finanziaria, sulla necessità di sostenere i tanti imprenditori del settore che sono stati tra i più penalizzati dalla pandemia, essendo stati costretti a bloccare la loro attività per un anno intero, con piccole eccezioni in estate ». Su questo fronte un piccolo segnale c’è: tre milioni ricavati dai fondi Poc che un emendamento assegna alla categoria.« Ci auguriamo che quest’ultima chance non si trasformi in un’illusione — dice Maurizio Cosentino, presidente di Assocom — e confido nel senso di responsabilità dei deputati regionali che affronteranno questa questione. Ci sono migliaia di persone in tutta la Sicilia, con le loro famiglie, che non possono più aspettare e che non sono disposte ad aspettare ulteriori promesse. È un momento drammatico».E per ripartire potrebbe essere l’ultima occasione.

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