Giorgia Meloni

Matteo e Giorgia, divorzio all’italiana

“Strano che Salvini parli nel nome del centrodestra” le parole di Giorgia Meloni, mentre Salvini adesso percorre la via del PPE

di Fabrizio Rizzi – Il Quotidiano del Sud

Esplode la rabbia grillina sul Blog delle stelle. La protesta è così fragorosa che la consultazione della base viene dapprima rimandata e poi sospesa. Volano le parole grosse mentre il capo politico, Vito Crimi, tenta di assorbire la contestazione sospendendo la consultazione con un avviso. Il garante del movimento 5Stelle, Beppe Grillo chiede di puntare a un ministero, sulla “transazione ecologica”. Come hanno Francia, Spagna, Svizzera e Costarica. Grillo si spende anche come comico, cercando di stemperare le tensioni chiamando Draghi “uno di noi”, anzi bolla il presidente del Consiglio incaricato, come “grillino”. In realtà sembra un siparietto per prendere tempo ed evitare che si spacchino i gruppi parlamentari quando il Parlamento dovrà dare il voto di fiducia al nuovo governo.

LA SORPRESA

In ogni caso, con manfrine che sembrano uscire dal manuale del teatro cerca di tamponare l’emorragia di sostanziose fette di grillini, rinviando a data da destinarsi il voto sulla piattaforma Rousseau. A metà pomeriggio, dopo aver ascoltato tutte le delegazioni, dall’Anci alla Confcommercio, è uscito dal cappello a cilindro grillino, la sorpresa. Dalle parole della presidente del Wwf, Donatella Bianchi è arrivato il segnale che toccava Beppe Grillo. Ovvero, che Draghi, come ha riferito Donatella Bianchi, ha posto la centralità della questione ambientale nell’azione di governo. “Ci sarà il super ministero green”, ha annunciato la presidente. Ma questo era pure il segnale da cui è partita, in rapida successione, la garanzia che la richiesta grillina sarebbe stata soddisfatta. Secondo fonti vicine al movimento, il voto che era stato sospeso nella serata di martedì, che era stato rimandato a data da destinarsi dovrebbe svolgersi nella notte di quest’oggi oppure domani mattina. Per tutto il pomeriggio sulla piattaforma si è votato sulle modifiche allo Statuto.

IL SILENZIO DI DRAGHI

E così Draghi ha concluso, per davvero, le consultazioni delle parti sociali. Non è stato sciolto, come è ovvio, l’interrogativo sul blocco dei licenziamenti. Ma con un faccia a faccia durato 2 ore, Salvini e Berlusconi hanno parlato di strategia alla vigilia dell’azione di governo. E di Giorgia Meloni, convitata di pietra. Nello scenario della villa, sull’Appia Antica, pareti damascate, scrivanie stile ‘800, che appartenne al regista Franco Zeffirelli, e che sostituisce Palazzo Grazioli, i due leader hanno parlato di un eventuale ingresso della Lega nel Ppe, se “Silvio” ci mette una buona parola. L’accento cade sul governo. Filtrano indiscrezioni secondo cui “il centrodestra non pone veti, ma non accetta che ne vengano posti.

Ci sarà poi da mettere attenzione al rapporto in maggioranza tra Forza Italia e Salvini, indigesto pure a Beppe Grillo che in un post sulle consultazioni ha detto che sarebbe una persona da mettere alla porta. Al termine dell’incontro ha preso la parola Salvini, “Avanti con Draghi” hanno riferito i due leader. “Non poniamo veti e non diciamo no a pregiudiziali. Responsabilità e efficienza, “noi ci siamo”. Salvini va veloce: “Gli italiani hanno fretta. Hanno fame di salute, di lavoro, di scuola, di libertà. Noi rinnoviamo come Lega e come centrodestra, la disponibilità a dar vita al nuovo governo che metta al centro la salute degli italiani, il taglio delle tasse, della burocrazia, un ritorno alla vita”.

CGIL E IUS SOLI

Salvini e Berlusconi si sono detti sicuri che la Meloni sta facendo un errore. E che alle elezioni di primavera il centrodestra proseguirà per la sua strada. Risposta al veleno della Meloni: “Strano che Salvini parli nel nome del centrodestra”. Più tardi, è emerso nell’incontro con i sindacati la questione del blocco dei licenziamenti che scade il 31 marzo. Dicono che il premier incaricato abbia ascoltato molto e parlato poco. E non abbia dato indicazioni su un’eventuale proroga allo stop. Landini ha parlato dopo il colloquio sostenendo che se si vuole “costruire un clima di coesione allora bisogna dire che i giovani sono figli di migranti”. La Cgil ha rilanciato il tema dello ius soli. Si vedrà qual è il parere di un partito entrato in maggioranza, la Lega.

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