nello musumeci domenico sanfilippo

Musumeci e la politica del cartellino rosso

È Caporetto: la politica del cartellino rosso! Il Covid-19 è una cosa serissima. Continuiamo però a chiedere: come mai in nessuna parte d’Italia si ipotizza uno scenario simile? Non è che si additano i cittadini(gli irresponsabili esistono) per nascondere le mancanze dell’azione politico gestionale? Musumeci dovrebbe sapere che l’assolutismo, fosse anche illuminato, è finito da un pezzo.

Non è che Musumeci è fascista. Non è questo il punto. Il problema è che, mentre l’arbitro(Musumeci) pensa di risolvere l’emergenza a colpi di cartellino rosso, solo un giocatore va a rete: il covid. Gli altri giocatori(i cittadini)sono stati squalificati, il campo è vuoto, ed in giro c’è solo depressione economica e paura. Il sistema sanitario siciliano, non certo claudicante per colpa di Musumeci, l’organizzazione territoriale dell’emergenza ha funzionato?

È possibile che i siciliani siano l’unico popolo “anarchico”? Esiste una “anarchia” antropologica rispetto a calabresi, napoletani, o Lombardi? Eppure qui, in Sicilia, siamo avvantaggiati: il trasporto pubblico(fonte terribile di contagio) non funziona: i miracoli del sottosviluppo. Mi pare che siamo a Caporetto. Di norma Cadorna viene sostituito con Diaz. Qui invece c’è solo Cadorna che va avanti a colpi di “cartellino rosso”. C’è Musumeci che ama i cartellini. Ciò non significa governare.

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