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Trump il magnanimo: nelle ultime ore di potere grazia 143 amici

Tra i fortunati: Steve Bannon, suo ex consigliere e Lil Wayine, rapper e produttore, arrestato per possesso illegale di armi

da Il Post

Nella tarda serata di martedì, a poche ore dall’insediamento del presidente-eletto Joe Biden, Trump ha concesso la grazia a 143 persone, che in diversi casi hanno avuto legami con lui o con la sua amministrazione. Tra queste c’è Steve Bannon, ex consigliere e stratega di Trump e noto attivista di estrema destra, che lo scorso agosto era stato arrestato con l’accusa di truffa e riciclaggio di denaro. Si era parlato anche dell’eventualità che Trump potesse graziarsi da solo, ma alla fine non l’ha fatto.

Nelle ultime settimane prima della fine del suo mandato, il presidente degli Stati Uniti uscente Donald Trump aveva già graziato decine di persone, tra cui criminali di guerra, alcuni suoi alleati coinvolti nel Russiagate ed ex deputati del Partito Repubblicano condannati per corruzione.

La grazia può riguardare qualsiasi tipo di reato federale e può significare una riduzione della pena o l’eliminazione di una sentenza di condanna, oppure un più ampio annullamento di tutte le conseguenze legali provocate da una condanna. Negli ultimi mesi Trump è stato accusato di aver usato il suo potere in maniera aggressiva per aggirare le sentenze dei tribunali e concedere atti di clemenza a persone a lui legate: anche a poche ore dalla scadenza del suo mandato, ovvero le ore 12 di mercoledì 20 gennaio (le 18 in Italia), ha fatto ricorso ai suoi poteri per graziare 73 persone e commutare la pena ad altre 70: non solo ex collaboratori o persone a lui vicine, ma anche celebrità e persone che stavano già scontando la pena per diversi reati.

Una delle più note che ha ricevuto la grazia di Trump in queste ore è Bannon, che ad agosto era stato arrestato assieme ad altre tre persone con l’accusa di essersi appropriato delle donazioni che aveva raccolto per contribuire alla costruzione di un muro in un tratto del confine tra Messico e Stati Uniti, allo scopo di fermare i migranti, e doveva ancora subire il processo.

Prima di essere stato allontanato dalla Casa Bianca per vari screzi con Trump e alcuni membri della sua amministrazione, nel 2017, Bannon era stato uno dei principali consiglieri del presidente, nonché lo stratega della sua campagna elettorale.

Secondo due fonti vicine al presidente uscente citate dal Washington Post, negli ultimi mesi Bannon si era avvicinato di nuovo a Trump, sostenendolo nei suoi tentativi di ribaltare il risultato delle elezioni e il presidente è stato indeciso fino all’ultimo sul concedergli o meno la grazia.

– Leggi anche: L’attacco del 6 gennaio al Congresso a Washington

Tra le altre persone graziate in queste ore da Trump c’è Elliott Broidy, uno dei principali sostenitori del partito Repubblicano, che lo scorso ottobre si era dichiarato colpevole di aver esercitato pressioni sull’amministrazione Trump per conto di interessi del governo cinese e di quello malesiano. Broidy non è stato il solo Repubblicano a essere stato graziato: tra gli altri ci sono anche Rick Renzi e Robert Hayes, entrambi ex parlamentari, condannati rispettivamente per corruzione e per aver mentito all’FBI. È stato graziato anche Paul Erickson, condannato per truffa e riciclaggio per aver mentito agli investitori relativamente a una società di sviluppo petrolifero.

In queste ultime ore Trump ha graziato anche il rapper Lil Wayne, che a dicembre era stato condannato a un anno di carcere per possesso illegale di armi; l’ex sindaco di Detroit, Kwame Kilpatrick, che stava scontando una pena di 28 anni di reclusione per corruzione; Sholam Weiss, che nel 2000 era stato condannato a 835 anni di carcere per truffa e crimine organizzato; e Ken Kurson, un consulente politico che era editore del New York Observer quando questo era di proprietà di Kushner, il genero di Trump.

Trump ha poi graziato anche William T. Walters, un ricco giocatore d’azzardo che nel 2017 era stato condannato a cinque anni di carcere per il reato di insider trading, ovvero per aver guadagnato sfruttando informazioni non di dominio pubblico. Nel 2018 Walters aveva richiesto la consulenza dell’ex avvocato di Trump, John M. Dowd: secondo quanto ha scritto il New York Times, Dowd si era vantato con Walters e altre persone che avrebbe potuto aiutarle a ricevere la grazia per via del suo rapporto stretto con Trump.

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