Leoluca Orlando e la “cura del ferro”…arrugginito

A Palermo sono 4 le linee tranviarie urbane attive.

I progetti per queste linee sono stati approvati quindici anni fa (Dicembre 2005)e tredici anni fa sono iniziati i lavori (settembre 2007), come da anni le strade di Palermo, simili a ferite aperte, possono testimoniare.

Il servizio è gestito dall’AMAT, società concessionaria del trasporto gommato e su rotaia della città metropolitana di Palermo.

In questi giorni, la proposta della Ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli, per quanto riguarda l’intesa fra il MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) e il comune di Palermo in merito al finanziamento delle nuove linee del Sistema Tram di Palermo è stata approvata dalla Conferenza unificata Stato-Regioni.

Il finanziamento sarebbe di 487 milioni di euro, interamente a carico del bilancio dello stato, nell’ambito del Fondo per il trasporto rapido di massa.

Quindi, oltre alle 4 linee di cui si è parlato all’inizio, se ne aggiungerebbero altre 4: Stazione centrale-Giachery (via mare); Bonagia-Via Basile (Orleans); De Gasperi-Sferracavallo; De Gasperi-Zen/Mondello.

Il Sindaco Leoluca Orlando ha esultato:

“Si conferma il rapporto di proficua collaborazione fra il Comune e il Ministero, per lo sviluppo anche a Palermo di un sistema di trasporto moderno e sostenibile basato su quella che ho più volte definito “la cura del ferro”: un sistema elettrificato imperniato su linee di tram capillari. Un sistema che grazie a questo importantissimo intervento raggiungerà in modo diffuso le periferie nord e Sud-Ovest della città completando di fatto la rete cittadina che già collega la costa sud e le periferie dell’area pedemontana”.

Sarebbero parole incoraggianti se quella della “cura del ferro”non fosse una definizione che il sindaco ha già usato nel 2016, ben quattro anni fa, per l’inaugurazione di tre fermate del passante ferroviario. “Una scelta che pone la città all’avanguardia – aveva detto il sindaco – per una città vivibile e in movimento”. Questa dichiarazione può risultare a dir poco azzardata, guardando lo stato delle nostre strade, un esempio lampante è via Ruggero Settimo, che nei mesi estivi è stata completamente scoperchiata, rendendo inagibile una zona già difficile da percorrere.

Bisognerebbe inoltre ricordare che la città di Palermo, in passato aveva già delle linee tranviarie. Infatti, nel 1874 a Palermo venne costituita la Società Sicula Tramways e Omnibus (SSTO), proprio con lo scopo di costruire linee di tram e omnibus a cavalli. Nel 1887 veniva ottenuta la concessione per ben 30 anni per l’esercizio, e il 16 aprile dell’anno successivo veniva autorizzato l’esercizio di tranvie a trazione elettrica a corrente continua. Nel maggio del 1899 nasceva la prima linea tranviaria elettrica, tra piazza Bologni e Rocca di Monreale, e a settembre vennero inaugurate altre due linee: la Romagnolo-Piazza Marina e la piazza Indipendenza-Porta Reale. Negli anni successivi vennero attivate altre sei linee tranviarie, e nel 1911 il comune di Palermo firmò una convenzione con la società belga Les Tramways de Palerme per costruire ed esercitare linee a trazione elettrica fino a Mondello, che vennero inaugurate nel 1912. Questa opulenza tranviaria iniziò a declinare con la soppressione di sei linee da parte di Michele Spatafora, nel 1932. Tra il 1942 e 43 Palermo fu teatro di numerosi bombardamenti, che distrussero la rete filotranviaria, che si spense definitivamente nel 1947, ormai sostituita dagli autobus.

Guardando al futuro, nel 2021 si andrà in gara per altre linee, con un finanziamento complessivo di 296 milioni fra Patto del sud, Comune e Regione. Le linee saranno: Corso Calatafimi-Via Basile (Orleans); De Gasperi-stazione centrale; Notarbartolo-Giachery; Stazione centrale-viale Croce Rossa e via De Gasperi (asse via Roma/via Libertà); Stazione Centrale-via Basile (staz. Orleans); De Gasperi-Viale Francia.

“Le risorse che abbiamo voluto investire per il completamento della rete tranviaria della città di Palermo – ha dichiarato la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli – saranno funzionali a mettere in relazione i sistemi di mobilità veloce metropolitani con i sistemi di trasporto su gomma urbana ed extraurbani già esistenti, ponendo in essere una infrastruttura di trasporto organica ed intermodale che collegherà e renderà accessibili i centri nevralgici della città, i poli universitari e ospedalieri, i quartieri periferici e le borgate marinare. Si tratta di un progetto che dovrà contribuire alla crescita di una grande città che – ha puntualizzato la ministra De Micheli – senza alterare la propria storia e la propria bellezza, si affaccia al futuro con un progetto di mobilità green e al servizio dei cittadini”.

Bellissimi progetti che si spera si concretizzino, in tempi ragionevoli, e che restaurino le ricchezze “vecchia Palermo”, riportandola a essere una città (più) vivibile e funzionale.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.